Reiki

Connettiti all’essenza intelligente che tutto permea, diventa consapevolmente lo Spirito in te!

Cos’è il Reiki?

Reiki è una potentissima pratica spirituale che si basa sulla “canalizzazione e la trasmissione di Energia Vitale Cosmica“.

Ho posto tra virgolette queste parole perché sono quelle tramandate tradizionalmente da millenni, ma è sempre più chiaro a tutti che queste parole si riferiscono metaforicamente ad un processo sottile che indica un allineamento ad un nuovo stato più che a un’energia (considerata come qualcosa che si sposta da un punto ad un altro).

Francesca Strocchio durante una pratica di Reiki a Lecce

Cosa significa Reiki?

Il termine Reiki è di origine giapponese ed è composta da Rei – Energia Universale (Intelligenza Suprema che guida la creazione ed il funzionamento dell’Universo), e Ki – Energia Vitale Individuale (che anima ogni forma di vita) e viene tradotta come Coscienza Cosmica.

Il connubio tra REI e KI rende possibile la manifestazione nello spazio – tempo di tutto ciò che esiste. L’incontro tra queste due dimensioni può rigenerare ciò che è disallineato.

Reiki è l’essenza intelligente che permea tutto, illimitatamente. Un’energia intelligente che fluisce ovunque e in quantità illimitata.

La pratica del Reiki agevola il connettersi consapevolmente a quest’essenza, anzi, ancora meglio, agevola il nostro allinearci allo stato in cui siamo quell’essenza stessa.

Promuove quindi l’armonia psicofisica e il riequilibrio energetico totale, a livello fisico, emotivo, psichico e spirituale, stimolando i naturali processi neurofisiologici di autoguarigione e il risveglio della coscienza.

Le origini di Reiki

Fu Mikao Usui (1865–1926), un mistico e colto giapponese, ad aver riscoperto e riportato alla luce questa pratica. Usui aveva conoscenze nel campo del buddismo, dello shintoismo, del taoismo, della medicina orientale e aveva anche interesse per il cristianesimo e la medicina occidentale. Ha praticato varie discipline spirituali giapponesi, tra cui lo zen e pratiche ascetiche buddiste (come il shugyō).

Nel 1922, dopo un’intensa pratica spirituale e un ritiro sul Monte Kurama (nei pressi di Kyoto), ebbe un’esperienza significativa di percezione energetica, che possiamo chiamare illuminazione, durante la quale ricevette quella che lui chiamò la “forza di guarigione Reiki“.

Dopo quest’esperienza comprese come utilizzare Reiki in percorsi di consapevolezza, evoluzione spirituale e autoguarigione, fondò la sua scuola: la Usui Reiki Ryōhō Gakkai.

Il Reiki, come insegnato da Usui, era più di una tecnica di guarigione: era un cammino spirituale e di crescita personale, con elementi etici molto importanti. Il suo insegnamento era centrato su:

  • I cinque principi del Reiki (Gokai)
  • La meditazione e la connessione con l’energia universale
  • Le “attivazioni” o sintonizzazioni (anche se il loro formato è cambiato nel tempo)
  • L’autotrattamento e il trattamento degli altri tramite l’imposizione delle mani

Il suo “motto” era: “In Unione con il proprio Sé attraverso armonia ed equilibrio”.
Visse lo stato mentale della pace totale in cui si non si è turbati da nulla ed emerge la consapevolezza di cosa fare della propria vita. Questo si traduce metaforicamente con “Anshin Rytsu Mei”: una vita sorretta da una mente pacifica”: rappresenta la vetta di un monte ideale che intendiamo scalare praticando Reiki.
A differenza di quello che è stato divulgato in passato, se cerchiamo in modo più approfondito comprendiamo che Mikao Usui era un mistico giapponese che sviluppò un sistema di guarigione energetica come parte di un percorso spirituale più ampio. Non era un medico, non era cristiano e non ha mai definito il Reiki come una religione. Il suo approccio era profondamente spirituale, etico e basato su pratiche tradizionali giapponesi.

Per tutta la sua vita trasmise i suoi insegnamenti a migliaia di persone e iniziò 17 Maestri. Successivamente Chūjirō Hayashi, medico giapponese, Ufficiale di Marina in pensione, omeopata e allievo di Mikao Usui, ai primi del Novecento svolse un ruolo chiave nel tramandare la disciplina del Reiki al di fuori del Giappone. Aprì a Tokyo una clinica di Reiki tutt’ora esistente. Si dedicò alla pratica e all’insegnamento di Reiki.

Diffusione di Reiki in Occidente

Fu Hawayo Takata, una donna di origine giapponese nata alle Hawaii, a portare il Reiki negli Stati Uniti negli anni ’30-’40. Qui il Reiki venne adattato a un contesto più occidentale e, con il tempo, nacquero nuove scuole e approcci, a volte molto diversi dall’originale giapponese.

Hawayo diffuse quindi il Reiki in Occidente, in California, iniziando 22 Maestri, che diedero vita al Reiki Occidentale, ormai diffuso e praticato da decine di milioni di persone in tutto il mondo.

“Io credo che esista un Essere Supremo, l’Infinito Assoluto, una Forza Vitale che governa il mondo e l’universo, un Potere Spirituale invisibile dinanzi al quale tutti gli altri poteri appassiscono nella loro insignificanza.
Questo potere è incomprensibile per l’uomo, inimmaginabile, non misurabile, è la Forza Universale della Vita, da cui ogni singolo essere riceve continue benedizioni. Io chiamerò questa energia Reiki…”

Hawayo Takata

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Approfondimenti sul Reiki

Come funziona il Reiki?

L’operatore avvia un processo sottile in cui si predispone con presenza, ascolto e in silenzio interiore come tramite tra la coscienza dell’Universo e il ricevente: si allinea a Reiki e a sua volta il ricevente è facilitato ad allinearsi a questo stato, naturalmente, dolcemente e illimitatamente.

Questo stato è anche favorevole ad allentare nel ricevente la contaminazione di ciò che allontana il suo essere (corpo/mente/spirito) dai naturali processi fisiologici di auto-guarigione e manifestazione: per lo più credenze limitanti che emergono come pensieri ricorsivi e anche ricordi e aspettative

Inoltre, la sua intenzione amorevole di farsi da tramite e, di più, la sua predisposizione alla calma e capacità consapevole di essere presente neutralmente (senza rischiare di influenzare psichicamente o emotivamente il ricevente) agevola la persona a rilassarsi e ad essere investita dal Reiki, a diventare Reiki stesso, ad affidarsi al processo stesso.

E da questo processo risulta una cooperazione per il benessere e riequilibrio energetico, sia del ricevente, sia dell’operatore stesso.

La pratica del Reiki non si basa sull’uso dell’energia personale, né implica uno sforzo da parte di chi lo offre. Spesso si dice che il praticante “diventa un canale” per l’energia universale, ma è importante comprendere che questa è solo una metafora. In realtà, ciò che avviene accade in un livello che trascende spazio e tempo, nel non-luogo dove ogni distinzione si dissolve. Lì, nel campo indifferenziato che tutto origina, la vita stessa si manifesta e ristabilisce il proprio equilibrio.

Quali benefici e cambiamenti apporta al corpo, alla mente e allo Spirito?

Il Reiki è una pratica spirituale che permette un miglioramento del proprio e altrui benessere a 360°.
In quasi tutto il mondo, come sappiamo, è una pratica considerata valida tra le medicine alternative o complementari. In Italia, ad esempio, no. Quindi non è da proporre né da considerarsi come una forma “terapeutica” come, d’altra parte, nessuna tecnica o pratica olistica può essere definita come terapia con lo scopo di curare problematiche mediche, psicologiche e fisioterapiche.

D’altra parte, il mio intento personale è di veicolare sempre meglio e di più il nuovo paradigma secondo cui le discipline olistiche si propongono come attivatrici del potenziale interiore, della nostra coscienza, come leva per mantenere e potenziare lo stato di benessere ottimale e globale e non come “medicina”, “prodotto”, da promuovere come alternativo o complementare con lo scopo di “risolvere” disequilibri. Sarebbe sempre qualcosa di esterno, in cui crederemmo e riporremmo il nostro benessere. E diventerebbe col tempo la stessa cosa, l’approccio non sarebbe cambiato. Non si tratterebbe di medicina allopatica, ma di medicina alternativa o complementare, quindi sempre e comunque una “soluzione esterna a Noi”.
Tuttavia studi scientifici hanno dimostrato che il Reiki allevia stati di ansia e stress e predispone l’organismo al rilassamento profondo e ad uno stato in cui i naturali processi di auto-guarigione sono stimolati.

Quali sono le controindicazioni del Reiki?

Il Reiki è generalmente considerato una pratica sicura e non invasiva, ma non è priva di controindicazioni o limitazioni, soprattutto se usato in modo improprio. Ecco le principali controindicazioni e avvertenze associate al Reiki:

Persone con disturbi psicotici, gravi depressioni, o tendenze dissociative potrebbero non trarre beneficio o addirittura peggiorare se il Reiki è praticato senza un contesto terapeutico strutturato. Potrebbero interpretare le sensazioni vissute come esperienze mistiche o deliranti.

Dopo una sessione alcune persone riportano sintomi temporanei come:

  • Mal di testa
  • Nausea
  • Senso di stanchezza o spossatezza
  • Liberazione emotiva intensa (pianto, tristezza, ecc.)

Questi sono spesso interpretati come una sorta di “crisi di guarigione” (detta anche healing crisis), ma dipende anche da caso a caso.

Cosa si può “curare” con il Reiki?

Come ho già chiarito prima non si tratta di una tecnica da applicare per “risolvere” qualcosa, né di una pratica che si propone per “curare” qualcosa di specifico con qualcosa di esterno a noi, ma è una pratica spirituale che favorisce un processo che si traduce in un’esperienza sottile che avviene nel silenzio, nella presenza, nell’ascolto, spesso attraverso sensazioni e percezioni. È un invito a tornare in contatto con ciò che siamo, al di là delle abitudini, delle tensioni e delle identificazioni. Reiki è una pratica di armonizzazione profonda che favorisce l’equilibrio e la vitalità dell’intero essere.

Nel Reiki, il concetto di “cura” non va inteso come eliminazione di un problema, ma come ritorno a uno stato originario di coerenza. Si cura, nel senso più ampio e profondo, ciò che si è allontanato dalla propria frequenza naturale. Reiki non agisce “su” qualcosa, ma “attraverso” il flusso della coscienza. È uno spazio in cui le tensioni si sciolgono, il respiro si fa più ampio, e si apre la possibilità di sentire con più chiarezza chi siamo veramente.

Reiki può accompagnare chi desidera alleggerire il peso dell’irrequietezza interiore, chi sente il bisogno di rallentare, di radicarsi, di riconnettersi con il proprio sentire autentico. Può essere un sostegno prezioso nei momenti di trasformazione, quando qualcosa dentro di noi chiede ascolto, direzione o semplicemente spazio per emergere.
Ogni esperienza è unica. A volte Reiki porta una sensazione di pace profonda, altre volte un senso di rinnovamento, lucidità o leggerezza. Non è qualcosa che si controlla, ma qualcosa che si riceve con fiducia.
Reiki come via di ritorno all’Essere

Reiki non si fa: si è. È un modo di abitare la presenza, senza cercare nulla, permettendo che ciò che deve accadere, accada. Non ha a che fare con il “fare” ma con il lasciare accadere. Non cerca risultati, ma si apre al processo.
È una via sottile, semplice e potente al tempo stesso. Un linguaggio che non usa parole, ma che parla direttamente alla parte più profonda di noi. Non promette soluzioni, ma offre uno spazio sacro dove ciò che è vero può emergere. Ed è proprio lì che può avvenire la vera trasformazione: nel silenzio, nel sentire, nel ritorno a casa.

Benefici del Reiki

Il Reiki può essere utile per migliorare il benessere generale e favorire uno stato di rilassamento profondo, che a sua volta può aiutare i naturali processi di autoguarigione. È importante, però, ricordare che il Reiki non è una terapia medica e non sostituisce cure mediche tradizionali, ma può essere usato come complemento per promuove il benessere fisico, emotivo, mentale e spirituale.

A livello fisico:

  • Riduzione dello stress e dell’ansia
  • Miglioramento della qualità del sonno
  • Sollievo da dolori cronici o acuti (mal di testa, tensioni muscolari, dolori articolari)
  • Recupero più rapido dopo interventi chirurgici o traumi

A livello emotivo e mentale:

  • Rilascio di emozioni represse o bloccate
  • Maggiore chiarezza mentale e concentrazione
  • Riduzione di stati depressivi o di profonda tristezza
  • Rafforzamento dell’autostima

A livello spirituale:

  • Connessione con sé stessi e con la propria intuizione
  • Crescita interiore e spirituale
  • Sensazione di pace e armonia

Cosa NON può fare il Reiki:

  • NON può sostituire farmaci e interventi prescritti da un medico. Il Reiki non è un’alternativa alla medicina tradizionale.
  • NON guarisce miracolosamente. Non aspettarti che una sessione di Reiki “risolva” magicamente problemi di salute gravi o cronici. Può essere un supporto al benessere, ma non una soluzione magica o miracolosa.
  • NON è una religione o un culto, non può “salvare l’anima” o agire come un sacramento spirituale nel senso religioso del termine.
  • NON manipola la volontà altrui. Non può farti smettere di amare qualcuno o convincere qualcuno ad amarti; non può controllare le azioni di altri o agire sulla loro energia senza consenso. È una pratica etica, e chi la pratica seriamente rispetta il libero arbitrio.
  • NON è garantito che funzioni per tutti. Alcune persone sentono benefici profondi, altre no. Dipende dalla sensibilità individuale, dallo stato emotivo, e anche dal rapporto che si ha con la pratica stessa.
  • NON legge il futuro o i pensieri. Il Reiki non è divinazione.

I 5 principi del Reiki

I 5 principi del Reiki, dettati dal maestro Mikao Usui, sono doni di saggezza che ci aiutano a vivere meglio.

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